Normandia 2008 - diario di viaggio - Paolo Gerlin

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Normandia 2008 - diario di viaggio

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NORMANDIA e BRETAGNA
6-14 settembre 2008


DIARIO di VIAGGIO

sabato 6 settembre 2008


Il viaggio in Normandia comincia a Treviso. Infatti partiamo dall'aeroporto di Treviso, col volo Ryanair diretto a Beauvais, a 80 km a nord di Parigi. Ora di decollo 20.45 ed ora di atterraggio ore 22.25 in perfetto orario. Un piccolo aeroporto quello di Treviso ed un piccolo aeroporto quello di Beauvais, molto comodo per il nord della Francia. Se qualcuno vorrà utilizzare questo volo e risparmiare un po', basta che prenoti prima possibile. (Suggerimento: Prenotando qualche mese prima, si trovano anche voli a zero euro + tasse e spese. Prenotando a ridosso della partenza, il prezzo del biglietto può essere superiore anche di 200/250 euro.)

Arrivati all'aeroporto di Beauvais, ritiriamo la nostra auto a noleggio presso la Hertz, una Opel Corsa diesel, super accessoriata, con soli 1200 km sul contachilometri. Mancava solo il navigatore satellitare, tutto il resto c'era.

(Nota: Sia il volo, sia l'auto sono stati prenotati in anticipo via internet. Così facendo abbiamo risparmiato il 20% anche sull'auto.)

Con la nostra auto ci dirigiamo dall'aeroporto verso Beauvais per raggiungere l'albergo che avevamo prenotato dall'Italia. Questo è stato l'unico albergo che abbiamo voluto prenotare a causa dell'orario di arrivo del volo. Le altre sistemazioni le abbiamo trovate lungo il tragitto.

Lasciate le valige in albergo, che in foto era molto meglio che non nella realtà, iniziamo il viaggio dando uno sguardo notturno alla cattedrale incompiuta di Beauvais. Di questa esiste solo il coro ed il transetto, mentre manca completamente la navata centrale. Crolli e problemi statici ne hanno impedito la costruzione. Peccato, poi, che la cattedrale fosse in restauro e quindi ricoperta di impalcature.

Dopo una passeggiata anche in centro, a due passi dalla cattedrale, torniamo in albergo e ci prepariamo psicologicamente alla scoperta della Normandia.



domenica 7 settembre 2008



La colazione è stata abbastanza spartana, con croissants, marmellata, burro salato ed un caffè osceno. Del resto la Francia non è l'Italia e quindi non si può pretendere il caffè all'italiana.
Prima di lasciare Beauvais, torniamo a guardare la cattedrale incompiuta, ammirando l'interno stupendo con il soffitto a 47 metri sopra di noi, infatti doveva essere la cattedrale più alta di Francia e del mondo intero.

La visita l'abbiamo effettuata con la luce del mattino, ma accompagnati da una temperatura quasi autunnale ed un vento che non preannunciava niente di buono.


Ci dirigiamo verso nord e puntiamo direttamente sulla costa a Dieppe. Lungo la strada vento e pioggia e visita ridotta a Dieppe proprio a causa del meteo. Del resto questo è il tipico clima della Normandia e siamo ad altre latitudini rispetto all'Italia.
Nonostante il meteo ed il mare cattivo, Dieppe ci ha lasciato comunque una sensazione di fascino con le sue mura, la porta del '600 verso il mare e, sopra la scogliera, il castello che domina la città. A fianco del castello ci sono alcuni bunker e postazioni difensive tedesche. Qui cominciamo a vivere la Normandia di cui avevamo sentito parlare sui libri di storia.

Lasciata Dieppe, percorriamo la strada costiera verso ovest. Troviamo un maniero del '500 (progettato da un italiano) che visitiamo volentieri, ma velocemente perchè imprevisto nel nostro programma.
Un po' di km e la scogliera si abbassa fino al livello del mare e visitiamo il borgo di Saint-Valery-en-Caux dal cui porticciolo ci godiamo lo spettacolo delle onde che si infrangono sui moli e li superano in altezza, bagnando chi si attarda. E ci godiamo anche lo spettacolo delle alte falesie tipiche dll'Alta Normandia.


Proseguiamo ed arriviamo a Fecamp, nei cui pressi passeremo la notte in una chambre d'hôtes a Saint-Leonard. Prima però ci godiamo un tramonto spettacolare dalla piccola spiaggia di Yport. Il sole, dopo una giornata di nuvole grigie e di pioggia, ci ha voluto consolare illuminando di rosso la bianca scogliera che separa Yport da Fecamp. Dopo il tramonto, cena in un bistrot di Fecamp a due passi dal mare.
La sera è piuttosto fresca ma, prima di andare a dormire, comunque facciamo una passeggiata nel centro storico, vedendo anche il bel palazzo benedettino, che nonostante il nome è una distilleria storica il cui marchio è appunto un monaco benedettino.



lunedì 8 settembre 2008


Il proprietario della chambre d'hôtes è molto gentile e sopperisce in parte all'aspetto ordinario della casa offrendoci una colazione che abbiamo apprezzato per la genuinità.
Partiamo, dunque, in direzione di Étretat. Come arriviamo, Sara gode del paesaggio, oggettivamente molto bello. Lei era partita dall'Italia sognandosi Étretat e non è stata delusa. Un borgo una volta marinaro ed ora turistico con una spiaggia racchiusa a destra e sinistra dalla alta falesia bianca, 100 metri a strapiombo sul mare, che non ha niente da invidiare alle bianche scogliere di Dover. Monet è stato qui ed ha ritratto la scogliera.
Decidiamo di passeggiare sulla spiaggia e passiamo, attraverso una galleria di guerra, ad una successiva spiaggia e poi, attraverso un arco di 70 metri, ad un'altra spiaggia. Stupendo. Sara sorride contenta. Ed io con lei.
Decidiamo poi di percorrere anche il sentiero sopra la falesia. Da qui lo spettacolo è esaltato dal sole che oggi splende tra una nuvola e l'altra. Il sentiero passa accanto ai campi da golf, ma a noi interessa di più lo spettacolo verso il mare e quindi decidiamo di sederci sull'erba ed, in silenzio, ascoltare il vento ed il verso dei gabbiani.


Prossima tappa Le Havre. La città, stategica perchè è il più grande porto del nord della Francia sulla Senna, era stata totalmente distrutta dai bombardamenti alleati nel 1943, quindi decidiamo di fare un giro veloce in centro e fare una tranquilla passeggiata in riva al mare sulla lunga spiaggia sotto uno splendido sole. L'aria è pulita ed i colori saturi ci fanno fare qualche buona foto.
Nel tardo pomeriggio lasciamo Le Havre e passiamo la Senna attraversando il Ponte di Normandia, una splendida realizzazione architettonica-ingegneristica. Un unica campata sostenuta da due altissimi piloni e tanti tiranti che ci fa fare una sosta per alcune foto qualche ripresa video.



Dopo il ponte arriviamo subito ad una cittadina che è un vero bijoux, Honfleur.
E' troppo bella e decidiamo di passare qui la notte in un albergo poco fuori.

Il crepuscolo crea una atmosfera davvero particolare. Il piccolo antico porto ha un fascito d'altri tempi. Le alte case che si riflettono sull'acqua, la luna piena e l'antica capitaneria all'ingresso del porto, tutto stupendo e quindi decidiamo di cenare sul porto, in un bistrot. Leggiamo nella guida che Honfleur è stata una delle cittadine frequentete dagli impressionisti e capiamo bene il perchè. E' stata anche la cittadina in cui ha vissuto il compositore e pianista Camille Saint-Seans. Facciamo una passeggiata tra i vicoli che profumano di antico e ci sembra di rivivere l'800 francese. Troppo bello.



martedì 9 settembre 2008



La mattina vogliamo tornare a visitare Honfleur che, col sole, offre un altro spettacolo di luci, colori e riflessi sull'acqua che ricordano i quadri degli impressionisti e così facciamo tante foto. Un peccato non poterci fermare ancora un po'.
Con Honfleur siamo passati nella Bassa Normandia che non ha scogliere, ma grandi spiaggie. Infatti costeggiamo la riva il più possibile ammirando scorci e spiagge deserte fino ad arrivare a Deauville, la spiaggia dei parigini. Fin dall'inizio del '900 questa è stata la Saint Tropez del nord. La prima parte del secolo scorso ha visto tanta vita mondana su questa spiaggia, mentre per le sue strade giravano carrozze, cappelli a cilindro e ampie gonne e vite strette. La Belle Epoce e Nouvelle Vague, qui a Deauville, sono state protagoniste.  E proprio qui a Deauville ha aperto il suo primo negozio Coco Chanel. Passeggiando tra le sue vie e percorrendo il lungomare si intuiscono ancor oggi i fasti di un tempo ammirando i tanti splendidi palazzi dei ricchi parigini di inizio '900.


Lasciata la mondanità arriviamo alla prima delle spiagge dello sbarco in Normandia che abbiamo in programma di visitare: Juno Beach.
Non è difficile scorgere le tracce di quella immensa tragedia di metà secolo scorso. I segni della Seconda Guerra Mondiale sono proprio lì sulla spiaggia: bunker, sbarramenti, postazioni di artiglieria tedeschi sono ancora evidenti dopo 60 anni dalla fine della guerra. Anche Juno beach ha voluto un tributo di giovani vite per la liberazione dell'Europa dal Nazismo. Molti dei soldati ventenni di quello storico sbarco non sono mai ritornati a casa e riposano in terra di Francia per sempre. Ora questa spiaggia, d'estate, si riempie di turisti e bagnanti, ma quel 6 giugno 1943, il D-Day, rimarrà in eterno sui libri di storia.


Lasciata Juno beach, ci dirigiamo in una delle città che maggiormente ha subito distruzioni: Bayeux. Le distruzioni sono state subite in seguito ai pesantissimi bombardamenti da parte degli alleati prima dello sbarco. Ciononostante Bayeux, come tante altre città di questa zona, è rinata e qui visitiamo la splendida cattedrale, mentre, per mancanza di tempo, non riusciamo ad ammirare l'arazzo del 13° secolo che narra la storia di Francia in 30 metri di iconografia gotica. Un pezzo di storia che sicuramente avremo modo di ammirare in un nuovo viaggio.
Il pomeriggio si avvicina alla sera e noi dobbiamo ancora trovare una sistemazione per la notte. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, troviamo una camera all'Ibis hotel, appena inaugurato a Port au Bassin, piccolo porto ma molto importante dopo lo sbarco del D-Day.



mercoledì 10 settembre 2008



La mattina puntiamo direttamente ad Omaha Beach, la più insanguinata delle spiagge dello sbarco. E' stata la più difficile da conquistare: 3000 morti in un giorno, un massacro immane. Camminare su quella sabbia ci ha dato una strana sensazione, come se l'anima di tutti quei ragazzi morti fosse ancora lì. Veniva spontaneo parlare a voce bassa e c'era quasi timore a calpestare quei terreni.
Su questa spiaggia ancora adesso, ogni tanto, riaffiorano i resti di quel giorno, il "giorno più lungo". Ogni tanto dalla sabbia riemergono i resti di qualche mezzo da sbarco o i resti di qualche cavallo di Frisia.

La visita al museo è stata molto suggestiva. Lungo in percorso di visita eravamo accompagnati da una voce che scandiva l'elenco lunghissimo dei nomi dei caduti. Impressionante sentire quei nomi e vedere i reperti originali come borracce, scarponi anfibi, pallottole, gavette ed un sacco di oggetti d'uso quotidiano dei soldati come anche i diari che qualche soldato portava sempre con sè e che sono rimasti qui assieme ai loro rispettivi proprietari.


Ancora più impressionante è stata la visita al cimitero adiacente al museo: una distesa di croci bianche che non sembrava avere orizzonte. Qui diecimila soldati ora riposano, si spera, in pace. Qui riposano, uno accanto all'altro anche i fratelli Nyland, morti ad un giorno l'uno dall'altro, che sono quelli che hanno ispirato il film "Salvate il soldato Ryan", le cui scene iniziale e finale sono state girate proprio tra queste croci.

Facciamo fatica a ripartire e lasciare questo luogo, ma la nostra tabella di marcia ci porta qualche chilometro più in là, ad Arromances, la spiaggia del grande porto galleggiante dai cui pontili sono passate tutte le merci e tutto l'equipaggiamento per la riconquista e liberazione della Francia prima e dell'Europa intera poi. Parecchie tonnellate e tonnellate  di ogni genere di cose.
Ancora oggi sulla spaggia, semiaffondato, si può vedere uno degli enormi cassoni galleggianti su cui passarono camion e jeep. Più in là, in mezzo al mare e semiaffondata, una lunga teoria di cassoni che chiudevano il porto artificiale.


Lasciata la costa arriviamo a Caen, la città di Guglielmo il conquistatore (vedi notizie su Wikipedia), che fu re d'Inghilterra. Visitiamo ciò che resta del castello che fu la sua residenza. Ci aspettavamo qualcosa di più ed invece abbiamo trovato poco più delle rovine da cui si intuisce la maestosità del palazzo. Ora c'è un grande spazio all'interno del quale si parcheggia liberamente l'auto. Il paesaggio ed il colpo d'occhio sulla città, in compenso, merita una sosta e molte fotografie.
Lasciamo il castello di Guglielmo e ci dirigiamo al municipio della città, ricavato riutilizzando una enorme abbazia gotica, la Abbazia des Hommes, dove è sepolto Guglielmo il conquistatore (Guillaume le Conquérant), re d'Inghilterra. L'esterno è maestoso ed il giardino davanti è una straordinaria esplosione di fiori, c'è tutto l'arcobaleno. Lo spettacolo è completato anche dai ruderi della precedente chiesa di Santo Stefano, utilizzata fino a quando non fu costruita la nuova e grande abbazia.


Il tempo è tiranno e così puntiamo a sud con destinazione Mont Saint Michel.


Il tardo pomeriggio, il tramonto ed il crepuscolo sul Mont Saint Michel ci regalano uno spettacolo ed un'emozione indimenticabile, come pure la passeggiata sulla sabbia scoperta dalla bassa marea. E' ora di cena e torniamo indietro verso l'albergo. Domani visiteremo l'isola/borgo e l'abbazia. Confidiamo nel bel tempo anche domattina.



giovedì 11 settembre 2008



La mattina è di un grigio convinto e noi siamo molto dispiaciuti perchè la visita a Mont Saint Michel è sotto una pioggia battente. Peccato non poter fare foto dal sagrato della chiesa, il paesaggio meritava davvero. La visita all'abazia è lunga ed interessantissima.

Marea...

Anche la visita al borgo medievale entro le mura del Mont è stato limitato dalla pioggia. Andrà meglio la prossima volta.

Dopo pranzo riprendiamo l'auto e, appena lasciato Mont Saint Michel, entriamo in Bretagna.
Ci spostiamo lungo la costa con frequesti soste, perchè la pioggia ci concedeva qualche pausa e noi ne abbiamo approfittato per fare molti scatti. Del resto il paesaggio è unico. Le case, la costa, qualche mulino, le lunghe spiagge, tutto ci costringeva a fare molte soste e noi godevamo come quando si respira a pieni polmoni.


Dopo chilometri di goduria, puntiamo su Saint Malo, la città dei corsari. Cerchiamo una chambre d'hotes per la notte e troviamo una splendida dimora signorile e due passi dalla spiaggia. Lasciamo le valige ed andiamo a visitare la città corsara circondata da mura e bastioni. Sembra di essere tornati indietro di qualche secolo. Tutto bello, tutto molto "charmant". La passeggiata sulle mura, il vento forte ed un temporale in arrivo creano un'atmosfera particolarmente adatta alla fotografia. Al crepuscolo ceniamo in un localino carino lungo le mura. E dopo cena sfruttiamo l'ultima luce per fare qualche atro scatto e poi col cavalletto facciamo altri scatti notturni.



venerdì 12 settembre 2008



La mattina proseguiamo lungo la costa ed arriviamo a Fort La Latte, un maniero difensivo del XIV secolo. Per visitarlo dobbiamo lasciare l'auto ad un parcheggio in terra battuta e passando davanti alla casa del custode, molto carina, percorriamo una sradina che dopo un km circa ci porta su una punta dove sorge il castello. Il restauro conservativo è fatto a regola d'arte ed è un piacere passeggiare tra le antiche mura. Cinte murarie successive, bastioni, piazza d'armi, cappella e tutto attorno il mare di una splendida giornata di sole stranamente con poche nuvole ci fanno godere di una vista straordinaria. E particolarmente bella è la vista dal punto più alto del mastio da cui la vista a 360° fa dimenticare i tanti scalini per salirla. Da lassù si vede anche Cape Frehel, nostra prossima meta a pochi km dal castello.


Questo secondo faro è della fine del '800. Quante foto ai fari ed al parco. Prima che arrivi la pioggia, decidiamo di andare fin sulla punta estrema, ma le prime gocce di pioggia ci costringono a correre e tornare indietro. Ci salviamo per poco.

Con Cape Frehel lasciamo la costa e puntiamo all'interno, verso la capitale della Bretagna, Rennes, un tempo vera capitale della Bretagna indipendente.


Infatti vediamo quello che era il palazzo del parlamento bretone, un imponente palazzo del '700, ricordo di antichi fasti.
Visitiamo poi il centro storico di Rennes che, in verità, ci ha deluso un po' per la troppa e forse inevitabile modernità. Le antiche case a graticcio del centro comunque meritavano di essere viste e passeggiamo avanti ed indietro, senza una meta precisa, finchè arriviamo nella piazza del municipio. E' il giorno della festa dell'aeronautica e la banda ci regala ottima musica ed ottimi spunti per tante foto e riprese video.
Per cena cerchiamo qualche locale tipico e troviamo una strano piccolo bistrot rustico dove ci gustiamo del formaggio fuso ed altre leccornie.

sabato 13 settembre 2008



La mattina partiamo da Rennes e, su suggerimento di un gendarme incontrato alla festa dell'aeronautica, puntiamo su Fougéres. Nonostante sia soltanto metà settembre, non possiamo correre troppo velocemente, perchè troviamo una densa nebbia che ci accompagna per un bel po' di km. Man mano che ci si avvicina a Fougeres, la nebbia per fortuna si dirada fino a farci vedere un po' di sole.
Arriviamo a Fougeres, una cittadina fortificata da mura ed un castello del '400. Lasciata l'auto ed armati delle nostre macchine fotografiche, cominciamo a scattare e salire lungo le strade della cittadina. Il bello di questa cittadina è costituito solo dalle mura e dal castello circondato dal fossato. Fougeres è una normale cittadina come tante altre località francesi. Arrivati nella parte più alta, passeggiamo tra le bancarelle del mercato del sabato. Per Sara un acquisto è d'obbligo: il pane fatto a mano e cotto a legna che però si è rivelato una delusione, era più bello che buono. Tra le bancarelle, in fondo ad una piazza, vediamo anche un'antica torre del '600 fatta su modello olandese fiammingo.
Proseguiamo e, passando attraverso splendidi giardini pubblici, scendiamo nuovamente accompagnati dal suono delle campane di mezzogiorno. In fondo al paese vediamo un antico lavatoio ed alcune antiche case a graticcio.

E così lasciamo Fougeres e poco dopo lasciamo anche la Bretagna e ci dirigiamo verso Rouen, la capitale della Normandia. Passiamo nuovamente la Senna attraversando un lungo ponte dal quale vediamo anche il Ponte di Normandia, qualche km più in là, che abbiamo attraversato all'andata tra Le Havre e Honfleur. Decidiamo di arrivare a Rouen costeggiando la Senna percorrendo la strada delle abbazie. Facciamo una deviazione per vederne una che però si rivela essere un ristorante centro congressi. Allora proseguiamo e cerchiamo la famosi resti dell'abbazia di Jumieges, ma tra una cosa e l'altra arriviamo poco prima delle 18, orario di chiusura. Dobbiamo accontentarci di vedere i ruderi dall'esterno senza passeggiarci dentro. Il colpo d'occhio è comunque impressionante per la dimensione e l'altezza delle cuspidi superstiti.

La sera si avvicina e noi non abbiamo ancora un albergo per la notte. Decidiamo allora di puntare a Rouen senza indugi. Dopo alcune peripezie riusciamo a posare le valigie in camera e ci rilassiamo. Siamo un po' stanchi e così ceniamo ad un Buffalo Grill e poi stiamo tranquilli in camera per studiarci meglio cosa vedere l'indomani mattina.



domenica 14 settembre 2008



Passiamo il nostro ultimo giorno in Francia a Rouen, dove visitiamo la cattedrale gotica di Notre-Dame, che Monet ha dipinto in 27 diversi quadri. Quindi, esattamente di fronte alla facciata della cattedrale, Sara vuol percorrere la via dei negozi dove vediamo il Gros Horloge, un grande orologio ad uso civile, tutto da osservare per la preziosità della sua lavorazione. Da qui intravvediamo una costruzione piena di guglie. E' l'ex Parlamento di Normandia ora Palazzo del Tribunale, pregevole esempio di gotico fiorito francese del XV secolo. Passando a fianco del Palazzo del Tribunale e proseguendo si arriva alla piazza del mercato, luogo in cui fu arsa viva, nel 1436, Giovanna d'Arco. Poi ci perdiamo tra le stradine del centro storico, piene di case a graticcio del XVI e XVII secolo, una più storta dell'altra, al punto che ci si chiede come facciano a stare in piedi. Qui siamo in Rue Saint-Romain una delle zone più caratteristiche ed antiche di Rouen. Concludiamo la visita alla città accompagnati da un concerto di una numerosa banda musicale di giovani che forse ha improvvisato un concerto domenicale su un marciapiede della città.


Quest'oggi il sole splende sulla Francia del Nord e vorremmo continuare a visitare ancora altri luoghi di questa spendida regione, la Normandia, ma dobbiamo dirigerci a Beauvais, dove arriviamo a metà pomeriggio.

Consegnamo l'auto a noleggio ed il contachilometri ci dice che abbiamo percorso più di 1700 km. Controlliamo le nostre macchine fotografiche ed il contatore dice che abbiamo fatto circa 1200 scatti a testa. La videocamera ha registrato quasi due ore di riprese. Al ritorno ci aspetta un lungo lavoro di selezione immagini che verranno pubblicate su Panoramio ed un lungo lavoro di montaggio video, il cui risultato finale sarà di circa un'ora e un quarto tra video, foto inserite nel video e titoli di testa e di coda.

E' giunto il tardo pomeriggio ed il nostro volo Ryanair ci riporta da Beauvais a Treviso. Durante il tramonto, visto in volo, abbiamo visto in lontananza anche il monte Bianco, poi è calata la notte ed è finito anche il nostro viaggio. Siamo di nuovo a casa, ma un po' del nostro cuore è rimasto in Normandia. Sicuramente ci torneremo.






 
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